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venerdì, novembre 24, 2006

I GRANDI PORTIERI 3

“il Rotwailer di Manzolino” così nominata per lo stile grintoso di gioco che costringeva l’avversario a starsene “mutu” e le sue grandi parate fatte con il Bimbi. Molto apprezzata nello spogliatoio per via dei cannoli e degli arancini che alzavano l’umore della squadra.

la “Beccaccia di San Lazzaro” parava con l’asta della flebo e sapeva fare una TAC al centravanti avversario prima che tirasse il rigore. Un curioso incidente mise fine alla sua carriera: un compagno della squadra degli Enti Pubblici, tal Quadri, gli sparò una fucilata cercando di colpire il suo portafortuna, una beccaccia che gli aveva fatto il nido in testa, colpendolo in un orecchio e procurandogli quindi una otite. Attualmente gestisce un avviato ristorante vegetariano specializzato in Ravanelli.





La “Giraffa di Crevalcore” fu una delle giovani promesse del calcio moderno. Grazie al suo cellulare iper-tecnologico dove memorizzava le punizioni avversarie e alle botte che dava agli attaccanti avversari, disputò una infinità di gare.












Il “pesce gatto di Gatteo a Mare”. Agile e potente, frullava a vuoto nell’area piccola e ravanava a vuoto nello specchio della porta mandando gli attaccanti ad impantanarsi nei suoi gineprai inestricabili. Purtroppo fu vittima di un incidente di gioco: fratture multiple per il crollo della traversa montata da lui stesso sebbene completamente privo di esperienza di cantiere. Tratto in salvo da sotto il palo pronunciò la frase che diceva sempre quando prendeva goal: “ho fatto una cazzata”.










“l’ Upupa di Rastignano” (che qui vediamo mentre segue attentamente una gnocca che cerca posto in tribuna) è stato uno dei più grandi portieri spagnoli. Grazie al suo stile fatto di tuffi alla derecha e alla izquierda parò numerosi rigori e divenne famoso per la presa a ciuffo con cui riusciva a bloccare i cucchiai nonché alla estrema cura con cui gestiva l’area piccola che, solitamente, riempiva di nanetti da giardino.